Prenota
la tua stanza

Territorio e cultura

Il Museo della Navigazione Fluviale

20 Maggio 2020

A Battaglia Terme un museo unico nel suo genere, dedicato ai barcari e alla navigazione fluviale.

Tra i musei da visitare a Padova e provincia, ce n'è uno davvero affascinante che dall'aspetto della sua piccola sede può sembrare di poca importanza o di rilevanza prettamente locale, ma che in realtà è una piccola perla.

Stiamo parlando del Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme, un piccolo comune dell'area termale, a 11 km da Abano e a 16 km circa da Padova. Unico nel suo genere in Italia, il primo dedicato all'importante attività dei barcari, è apprezzato anche a livello europeo oltre che dai visitatori che hanno avuto modo di conoscerlo e scoprirlo.

Sorto sulle sponde di un canale artificiale scavato in epoca medievale per collegare Padova a Monselice, lo snodo fluviale di Battaglia Terme, costituito dall'incontro di ben quattro corsi d'acqua (Bisatto, Rialto, Vigenzone e canale Battaglia), ha avuto un ruolo cruciale all'interno del territorio e della provincia nell'ambito del trasporto delle merci. Fino agli anni Sessanta, infatti, le vere autostrade lungo le quali scorreva questo traffico erano le vie fluviali. Un'intensa attività di scambi mercantili basata sull'attività dei cosiddetti barcari, marinai esperti della navigazione fluviale, che con le loro barche trasportavano i masegni (blocchi di trachite) e le granaglie provenienti dall'area euganea verso i porti veneziani e lagunari.

La trachite, servita per lastricare le piazze della Repubblica Serenissima tra cui piazza S. Marco, veniva ricavata dalle cave dei Colli Euganei e trasportata tramite grandi barconi (i burci), lunghi anche oltre 30 metri. Prima della diffusione del trasporto merci ferroviario e poi di quello su gomma era tramite i burci che viaggiava la merce e a Battaglia si contavano più barcari e burci che contadini.

Pian piano il mestiere del barcaro è andato sparendo, ma è possibile riscoprire e ammirare il mondo e le testimonianze di vita di questi instancabili lavoratori, così come la storia della loro attività, proprio nel Museo della Navigazione Fluviale, ideato e realizzato da Riccardo Cappellozza, classe 1931, noto come “l’ultimo dei barcari, vale a dire l’ultimo custode di una civiltà che sapeva convivere con la natura rispettandone le regole.

Il 25 gennaio 2020, Il Museo e tutta la comunità di Barcari ha salutato per l’ultima volta il Sig. Riccardo Cappellozza. A lui tutta la riconoscenza per la gigantesca opera quotidiana di tutela e valorizzazione dell'immenso patrimonio culturale rappresentato dalla navigazione interna, parte della cui memoria risiede nelle migliaia e migliaia di reperti, immagini, libri, custoditi nel Museo, e nei luoghi e nelle imbarcazioni tradizionali preservate, in Battaglia Terme e lungo le rotte della navigazione fluviale.

Presso questo meraviglioso museo è possibile ripercorrere la storia e il lavoro che hanno caratterizzato i "mestieri del fiume" ed osservare circa 4000 reperti, tra i quali una collezione di tipi di barconi veneti tradizionali da carico.

Il museo raccoglie inoltre moltissime fotografie, pezzi di imbarcazioni, vele, funi, timoni ed anche una piccola biblioteca con materiale documentaristico sulla navigazione fluviale in Europa, oltre che modellini in legno delle barche utilizzate sui nostri fiumi e canali e plastici che mostrano gli scenari davanti ai quali i barcaioli potevano trovarsi, tipo ponti di barche, conche di navigazione etc.

La mole del materiale esposto è davvero grande. Allestito dallo stesso Sig. Cappellozza, lo spazio, seppur affollato, è accogliente e genuino. Il signor Cappellozza riusciva a rendere ogni visita sempre più viva ed interessante grazie ai suoi racconti, ricordi e alle sue esperienze di vita, semplici e toccanti che tratteggiavano la vera storia di Battaglia Terme.

La visita al museo si articola in cinque sezioni che illustrano le tipologie di imbarcazioni, le attrezzature utilizzate negli squeri, il sistema idroviario del territorio, l'evoluzione dei mezzi di propulsione e gli oggetti di vita di bordo delle barche.

Una sezione esterna, permette di ammirare alcune antiche imbarcazioni da passeggio (mascaréta e gondola veneziana) e altre da carico o di servizio che galleggiano nelle acque del canale adiacente il museo come la peàta, il mototòpo, la gabàra, la caorlina e il burcio, simbolo della navigazione fluviale, citato anche da Dante nella sua Divina Commedia per descrivere il mostro Gerione che sta "come talvolta stanno a riva i burchi/che parte sono in acqua e parte in terra." (Inferno, canto XVII, vv. 19-20).

Il visitatore può raggiungere, con una breve passeggiata, un altro punto d’interesse collegato al Museo, nei pressi del Castello del Catajo: la conca di navigazione, inaugurata nel 1923 e recentemente restaurata. Mette in comunicazione il canale Battaglia con il Vigenzone attraverso il canale Rialto superando un dislivello che raggiunge 7,4 metri. A fianco della conca è stato collocato a terra, su tipiche carèghe, il burcio “Luisa”.

Grazie alla passione e alla disponibilità del Sig. Cappellozza e di alcuni altri ex barcari, che sin dal 1979 hanno raccolto numerosi reperti e preziosi documenti, e grazie al recupero dell’ex macello come sede museale, abbiamo ora la possibilità di conoscere una pagina della storia del Veneto e della pianura Padana particolarmente significativa e ancora in parte inesplorata. 

Tutto questo fa del Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme un luogo assolutamente da visitare e che consigliamo veramente a tutti.

Nel 2019 è ricorso il Ventesimo anniversario d’apertura del Museo della Navigazione Fluviale e il 17 Novembre 2019, Battaglia Terme è diventata capitale dei barcari della navigazione interna.

Il Museo Civico della Navigazione Fluviale si trova a Battaglia Terme in Via Ortazzo, 63.

Per tutte le informazioni visita il Sito ufficiale www.museonavigazione.eu  
e la pagina Facebook