DA NON PERDERE:
Complesso Monumentale Di San Paolo
La chiesa di San Paolo, oggi sede del Museo della Città, è una delle più antiche chiese di Monselice, la sua fondazione risale al VII secolo. Alla metà del Duecento l’edificio fu completamente ristrutturato, mentre l’assetto attuale risale al Settecento. Nella cripta è conservato un antico affresco duecentesco raffigurante San Francesco, uno dei primissimi ritratti del Santo nel Nord Italia. Al portale principale si accede attraverso l’ampia scalinata adiacente la fontana realizzata agli inizi del 2000 dall’architetto Mario Botta.
Mura e Torre Civica
Datata al 1239 e conosciuta anche come “Torre dell’Orologio”. La muratura della Torre è riconoscibile per una particolare lavorazione a corsi di conci di trachite spianati sulla faccia esterna, alternati a corsi di mattoni. In origine, la torre era collegata ad una cinta muraria e alla Porta della Pescheria, demolita poi nel 1825. Agli inizi del XVI sec. la torre viene dotata di una cella al fine di ospitare la grande campana, mentre alla fine del XIX sec. il quadrante dell’orologio viene sostituito con uno trasparente illuminato da lampade a petrolio.
Il Castello di Monselice
Situato ai piedi del Colle della Rocca, Castello Cini è un complesso architettonico formato da diverse tipologie di edifici suddivisi in quattro nuclei principali. La parte più antica è la Casa Romanica (XI sec.) che assieme al Castelletto (XII sec.) forma il primo nucleo abitativo. Nel corso del XIII sec., staccata, viene costruita la Torre Ezzeliniana, un possente edificio difensivo. A partire dal 1405, dopo l’avvento della Serenissima Repubblica Veneta, il complesso monselicense viene acquistato dall’aristocratica famiglia veneziana Marcello che intraprende la costruzione di Ca’Marcello, palazzo di collegamento fra le preesistenti strutture. I Marcello procedono poi all’ampliamento delle sale intermedie della Torre Ezzeliniana per ricavarne una dimora estiva. Tra l’XI sec. ed il XVI sec. il castello è stato dimora signorile, torre difensiva fino a diventare villa veneta. La caduta della Repubblica di Venezia, alla fine del XVIII sec., segna un progressivo declino dell’antico maniero monselicense. La proprietà del Castello passa a diverse famiglie locali e il colpo di grazia viene inferto dal Regio Esercito Italiano che durante la I Guerra Mondiale usa il Castello per scopi militari, abbandonandolo nel 1919 interamente saccheggiato di tutti i suoi tesori. Nel 1935 la proprietà passa per via ereditaria al Conte Vittorio Cini, che intraprende un’accurata ricerca d’oggetti d’arredamento e di armi, ricreando l’antica atmosfera medievale e rinascimentale che ancor oggi accoglie i visitatori nelle sale residenziali e nella vasta armeria. Dal 1981 il complesso monumentale del Castello Cini di Monselice è passato in proprietà alla Regione Veneto, divenendo museo regionale congiuntamente all’Antiquarium Longobardo e al Mastio Federciano.
Antiquarium Longobardo
Allestito nel 1998, al piano terreno della Biblioteca, del Castello di Monselice. Il museo ospita una piccola necropoli longobarda proveniente dal sito archeologico situato a metà costa del Colle della Rocca, lungo il percorso del Mastio Federiciano. La necropoli, databile nella prima metà del VII sec., è formata da 5 tombe con 7 corpi di guerriero e di bambino longobardi e dal loro corredo funerario. Il ricco corredo è formato da armi, dall’umbone di scudo, da oggetti personali (pettini in osso, fibbie e pendenti di cintura) e da una splendida crocetta in lamina d’oro.
Mastio Federiciano
Sulla sommità del Colle della Rocca si innalza il Mastio Federiciano. La struttura viene costruita attorno al 1239, per volontà dell’Imperatore Federico II dal suo rappresentante Ezzelino da Romano, e comportò la demolizione dell’antica Pieve di Santa Giustina (X sec.). La struttura risultò un castello inespugnabile: la base tronco piramidale sostiene la parte abitata, alta circa 20 metri, ed in origine anche una parte sommitale in legno, non più presente. La struttura è ancora oggi inserita in una serie di fortificazioni, le parti più antiche risalgono al VI secolo e si sviluppavano su 5 cerchie murarie. I recenti interventi di recupero hanno permesso di portare alla luce interessanti reperti di epoca basso medievale, oggi esposti al primo piano del Mastio. La parte superiore offre una terrazza panoramica che consente di godere di una bellissima vista sui Colli Euganei e sulla pianura, fino a Venezia.
Santuario Giubilare Sette Chiese
Passando sotto l’arco che introduce in via romana, si snoda il Santuario Giubilare delle Sette Chiese, composto da sei cappelle costruite tra il 1605 e il 1615 progettate dall’architetto Scamozzi e da un’ultima cappella, la settima, che in passato è stata l’oratorio della famiglia Duodo. Ognuna delle sei cappelle ospita una piccola stanza, affacciata sulla via sopraelevata con gradoni, gli elementi decorativi sono cornici e architravi in trachite e all’interno sono presenti delle tele di Giacomo Palma il Giovane.
L’Oratorio di San Giorgio è focus della devozione religiosa popolare a Monselice, e punto d’arrivo del percorso lungo le sei cappelle, progettato dallo Scamozzi, ridisegnato a pianta circolare nel 1651 per festeggiare la traslazione di numerose reliquie e di tre martiri, donati dal Papa ad Alvise Duodo. Alla chiesa vengono poi aggiunti un campanile, un orologio, un pavimento in marmo, diverse pitture e un altare.
Giostra Della Rocca
Le prime tre domeniche del mese di settembre a Monselice si rievocano i festeggiamenti con i quali si accolse l’imperatore Federico II di Svevia nel 1239. Le nove contrade si sfidano in varie competizioni: le gare con gli arcieri, il torneo di scacchi viventi, la giostra con la lancia, il torneo dei tamburi e la “Quintana”, la gara equestre con cui ci si contende la vittoria.
Il momento più scenografico di tutta la Giostra della Rocca è la sfilata del corteo storico per le vie della città. In questo particolare evento sono impegnati oltre mille figuranti, divisi per contrada, portano in sfilata il Gonfalone con le insegne, una macchina bellica in scala naturale dell’epoca, un gruppo artigianale o una bottega artigiana, e per finire il gruppo o il personaggio storico rappresentativo della contrada stessa.