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Territorio e cultura

Il Castello del Catajo

18 Settembre 2020

Storia, arte, curiosità e leggende...i mille volti di questa principesca dimora alle porte di Battaglia Terme.

Sorge ai piedi del Montenuovo, sulla strada che da Padova conduce a Battaglia Terme, un'imponente e maestosa dimora ricca di storia, fascino e leggende. Stiamo parlando del Castello del Catajo, costruito tra il 1570 e il 1573 per volere del condottiero della Repubblica di Venezia Pio Enea I degli Obizzi e su progetto dell'architetto Andrea da Valle. Un complesso a metà tra alloggio militare, residenza signorile e castello feudale, che oggi funge da splendida cornice a cerimonie, importanti convegni ed eventi.

La storia

L'edificio, inizialmente concepito come residenza privata dalla madre di Pio Enea, famoso capitano di ventura (suo l'uso del cannone d'assedio detto Obice), in seguito all'ampliamento commissionato dal figlio assunse l'aspetto imponente di una fortezza. Nel 1805 alla morte dell'ultimo erede Tommaso degli Obizzi passò prima agli Estensi, signori di Modena, poi agli Asburgo, e infine diventò proprietà della famiglia Dalla Francesca nel 1929.

La leggenda vuole che il nome derivi dal mitico ed esotico Katai, la Cina visitata da Marco Polo. In realtà il Castello del Catajo deve il suo nome alla località in cui è sorto, ovvero Ca' del Taglio, in dialetto veneto “Cà del Tajo”, che indicava uno scavo nella roccia finalizzato al deflusso delle acque.

La visita

Il complesso si presenta maestoso, con un lungo viale d'ingresso che conduce al Cortile dei Giganti. Questo spazio fu spesso utilizzato dalla famiglia Obizzi per rappresentazioni teatrali, tornei e naumachie (rievocazioni di battaglie navali), poiché la parte inferiore, tramite un'ingegnosa rete idraulica, poteva essere allagata. Qui, tra le diverse fontane, la più spettacolare è sicuramente la Fontana dell'Elefante, fatta erigere da Pio Enea II Obizzi nella seconda metà del XVII secolo, nella quale si mescolano reminiscenze mitologiche e gusto per l'esotico. Il grande elefante che fa parte del gruppo scultoreo è uno degli unici tre dello stesso secolo presenti in Italia, assieme a quello di Bernini a Roma e quello del Parco dei Mostri di Bomarzo.

Una scalinata, costruita in modo da poter essere salita anche a cavallo, permette di accedere al piano nobile e alle sale di rappresentanza. Oltre 350 sono le stanze, alcune delle quali affrescate da Giovan Battista Zelotti, allievo del Veronese. I soggetti maggiormente rappresentati sono le gesta e le varie battaglie, terrestri e navali, a cui parteciparono i membri della famiglia, ma anche diverse allegorie e festoni con putti e fiori. Tra gli affreschi del grande salone, è possibile ammirare anche l'albero genealogico della famiglia Obizzi, dal capostipite Obicio I fino al costruttore del castello Pio Enea I.

Dal grande salone si può accedere alle terrazze, da cui si gode di uno splendido panorama sui Colli Euganei e sui vasti giardini. 26 ettari di parco, non tutto aperto al pubblico, di cui 3 ettari allestiti a giardino romantico, con una grande peschiera e numerose piante esotiche. Nel parco principale, “Il Parco delle Delizie” si trovano numerose piante secolari tra cui i primi esemplari di magnolia e sequoia importati in Europa dall'America.

Curiosità e Leggende

Il Castello del Catajo ha sempre affascinato i visitatori per le sue particolarità: dal nome, all'imponenza che lo contraddistingue, alle leggende che lo vedono protagonista. Tra queste, quella più conosciuta riguarda Lucrezia degli Obizzi. Si narra infatti che vi sia nel castello una pietra insanguinata sulla quale, la notte del 14 novembre 1654, la donna venne barbaramente assassinata da uno spasimante respinto. Da allora, lo spirito della sfortunata Lucrezia vaga nel Castello, e molti sostengono di averla scorta affacciarsi alle finestre più alte vestita di azzurro.

Un'altra curiosità del Catajo riguarda una nicchia che si trova subito dopo l'ingresso e nella quale vi sono una figura femminile ed un'iscrizione che dice: 

“Gabrina giace qui vecchia e lasciva
qua dal vago zerbin portata in groppa
che, benché sorda, stralunata e zoppa
si trastullò in amor sinchè fu viva.”

La figura femminile è Gabrina, cortigiana maliziosa in vita ma anche dopo. Avvicinandosi per leggere l'iscrizione infatti si può essere colpiti in faccia da uno spruzzo d'acqua!

Un altro personaggio bizzarro legato al castello è Tommaso degli Obizzi, l'ultimo rappresentante della famiglia nonché avido collezionista di opere d'arte. Spinto da una smania febbrile, ampliò le collezioni ospitate nel Catajo organizzandole in un moderno museo disposto su 3 piani. Busti, bassorilievi, sarcofagi, monete, strumenti musicali, quadri, suppellettili e molto altro erano ospitati all'interno di un'innovativa galleria che attirava molti viaggiatori colti e che divenne il primo museo privato del Veneto. Alla morte della giovane moglie Tommaso le fece costruire un cenotafio all'interno del parco del Catajo e coniò una moneta in suo onore. Non si risposò e non ebbe figli, e con lui si estinse la dinastia degli Obizzi. L'armeria, il museo archeologico e le preziose collezioni vennero trasferite a Vienna dagli Asburgo.

Il Castello Oggi

Immerso nella lussureggiante vegetazione dei Colli Euganei e dei suoi giardini con alberi secolari, dotato di immensi spazi interni ed esterni, il Castello del Catajo non ha perso ad oggi la sua fastosità e per questo è sede di cerimonie, congressi e di numerosi eventi, specialmente durante la stagione estiva. Sul sito è possibile consultare il calendario completo.

Vengono poi organizzate diverse visite guidate a tema, spesso abbinate a degustazioni di prodotti e vini dei Colli Euganei, per gruppi, ma anche per famiglie. La guida vi racconterà e vi farà scoprire tutte le particolarità degli affreschi e dell'edificio, svelando curiosità e aneddoti dei secoli passati e dei tempi più recenti. Un affascinante viaggio nella gloriosa storia del castello e delle importanti famiglie che nei secoli l'hanno abitato.

Il Castello del Catajo si trova a Battaglia Terme in Via Catajo 1, ed è aperto alle visite. Per consultare orari e modalità di accesso o per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale: www.castellodelcatajo.it