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Cucina

Prodotti del territorio: la giuggiola dei Colli Euganei

01 Ottobre 2021

Coltivato quasi in ogni giardino dei nostri Colli, il giuggiolo è uno dei simboli del territorio euganeo.

Arbusto di provenienza asiatica, che nel corso dei secoli si è diffuso nei paesi mediterranei, il giuggiolo è un elegante alberello di altezza media, dai caratteristici e prelibati frutti simili nella forma a olive dal colore scarlatto e dal buon sapore dolce, che ricorda quello della mela.

Presente in Italia fin dall'epoca romana, nel Veneto è pianta caratteristica dei Colli Euganei dove ha trovato un habitat ideale nei pendii esposti al sole. 

Si tratta di un albero che non necessita di particolari cure o concimazioni e produce i frutti durante l'Estate. La raccolta è manuale, e si effettua in settembre/ottobre, quando le giuggiole cambiano colore.

Alcuni preferiscono raccoglierle e mangiarle prima che arrivino a completa maturazione, quando la superficie del frutto è ancora liscia e le bacche sono ancora verdognole o non completamente rosse. Altri le preferiscono quando il frutto diventa completamente maturo, la buccia comincia a diventare rugosa e la polpa da croccante tende ad essere più farinosa e dolce.

Sui Colli Euganei, il giuggiolo è coltivato quasi in ogni giardino e il suo frutto è ormai una delle caratteristiche distintive più conosciute e rinomate di questa zona.

In particolare, è il comune di Arquà Petrarca, piccolo paese in provincia di Padova, ad aver eletto la giuggiola come frutto simbolo del proprio territorio.

Tradizionale appuntamento da non perdere (Pandemia permettendo), è la Festa della Giuggiola, che si tiene la prima e seconda domenica di ottobre nella cornice del borgo, uno dei più belli d'Italia, con il contorno di degustazioni e bancarelle di artigianato tipico.

La giuggiola è simbolo di gioia e prosperità e nell'antichità veniva usata come rimedio per la tosse.

Questi frutti appartengono anche alla tradizione contadina della zona: un tempo venivano conservati per l'inverno e consumati principalmente dalle donne a "filò". Nelle lunghe veglie invernali di stallo, le filatrici necessitavano di continua saliva per umettare le dita e tirare il filo da avvolgere, e una giuggiola in bocca serviva allo scopo.

Le giuggiole hanno proprietà diuretiche, emollienti, antisettiche, antinfammatorie, depurative e lassative.

Si consumano fresche subito dopo la raccolta (nei mesi di settembre e ottobre sono reperibili facilmente presso le aziende agricole e i mercati al dettaglio di tutta la zona dei Colli Euganei e del Veneto centrale), come ingrediente per farcire dolci secchi e biscotti, oppure trasformate in marmellate, sciroppi e conserve. Molto apprezzata anche la loro conservazione sotto grappa.

Da ricordare infine il famoso liquore tipico "Brodo di Giuggiole": un infuso idroalcolico naturale a base di giuggiole a piena maturazione, a cui vengono aggiunte mele cotogne, scorze di limone, uva, melograni e altra frutta, intera o in succo, con l'aggiunta di zucchero.

Ideale come digestivo servito a temperatura ambiente alla fine dei pasti, il Brodo di Giuggiole può essere degustato anche ghiacciato o come ingrediente principale di drink e aperitivi sfiziosi.